Presentazione
Il Museo del Palazzo
L’appartamento nobile, che costituisce la parte più prestigiosa del Museo del Palazzo, è aperta al pubblico da dicembre 2006. Gli ambienti presentano un nuovo percorso di visita che sviluppa due piani di lettura paralleli e integrati.Da una parte le decorazioni affrescate sui muri delle sale, datate tra la metà del Quattrocento e i primi anni del Cinquecento, sono opera di Giovanni del Sega e Bernardino Loschi, pittori di corte di Alberto III Pio. Qui sono esposte le opere della collezione museale realizzate dai due pittori e di altro genere, ma relative alla cultura rinascimentale a Carpi.
Le collezioni del Museo del Palazzo si suddividono in tre nuclei principali: un nucleo consistente ed eterogeneo di materiali di
epoca rinascimentale: dipinti, affreschi strappati, ceramiche, terrecotte e tavolette da soffitto, esposti all'interno del percorso delle sale dell'appartamento nobile, dove gli oggetti trovano una loro contestualizzazione storica.
Il secondo nucleo è costituito dal
patrimonio xilografico: i sette fogli di Ugo da Carpi, inventore della xilografia a tre legni, matrici lignee e opere di autori contemporanei.
Il terzo nucleo delle collezioni è costituito dalla
pinacoteca, che conserva opere pittoriche e disegni dal XV al XX secolo.
Il Museo della Città
Espone, razionalizzandolo nel filo cronologico della storia di Carpi, il patrimonio artistico e artigianale del vecchio Museo civico fondato nel 1898. Quell’istituto, in pieno clima positivista, aveva raccolto nelle sue collezioni, oltre a opere d’arte, tutto ciò che esprimesse l’attività e l’ingegno dell’uomo nei secoli della vita di Carpi. Dalle produzioni ceramiche alle terrecotte, dalle scagliole ai cimeli risorgimentali, passando per volumi a stampa e documenti, ma anche frammenti architettonici e decorativi della città, si arriva a macchinari, attrezzi e documentazione multimediale della attività agricola, quindi della produzione del truciolo fino alla più recente attività imprenditoriale del tessile abbigliamento. Una parte rilevante dei quasi venti mila pezzi presenti è costituita dalle donazioni di collezioni private, tra le quali meritano di essere citate per la loro importanza e specificità quelle di Pietro Foresti, Lando Degoli e Carlo Contini.
Il Museo Monumento al Deportato
Si vedano le pagine relative a questo museo contenute in questo sito.