Presentazione
Nel 2002 nasce la prima raccolta permanente, con un obiettivo pienamente dichiarto e un altro leggibile fra le righe. I primo è quello di rendere permanente, "solidificare", le esperienze prodotte dal "Mercurdo", manifestazione dedicata all'assurdo che si svolge in Castelvetro da diversi anni. Il secondo considera questa nuova presenza museale quasi come un "pretesto culturale" per contribuire a approfondire il dibattito e le proposte sull'arte contemporanea.
Dopo l'inaugurazione della sezione all'aperto, realizzata anche grazie a un rapporto privilegiato instaurato con istituti d'arte, accademie e circuiti istituzionali, nel 2004 si è inaugurata la sezione interna destinata a ospitare la collezione permanente del Museo ed esposizioni estemporanee. A queste ultime appartiene "Poesia Oggetto", una mostra collettiva curata da Valerio Dehò che testimonia l'esigenza delle neo-avanguardie (dagli anni '50 del Novecento in poi) di frantumare le distinzioni accademiche tra le arti, generando delle vere e proprie sculture fatte di parole.
Parole in forma di testi a stampa montati su collage o composizioni in cui il rapporto tra la plasticità dell'oggetto e le parole, è fondamentale per definire l'opera d'arte.
Così la parola scritta diventa oggetto pur rimanendo fondamentalmente un testo.