La prima notizia dell’esistenza del castello di Formigine risale al 1201, anno in cui nei documenti si legge che “il Comune di Modena edificò il castello di Formigine”. La sua costruzione si deve collegare all’esigenza di rafforzare le difese verso il confine reggiano. Con l’avvento degli Adelardi e di Azzo da Castello le strutture difensive duecentesche furono trasformate. Nel 1405 Nicolò III d’Este investì Marco I Pio di numerosi possedimenti nella zona pedecollinare modenese, tra cui Formigine; come testimoniano i cinquantasette affreschi nella Sala delle Vedute del castello di Spezzano. Proprio durante il dominio dei Pio, il castello assunse l’attuale struttura. Nel 1599 la morte senza eredi di Marco III Pio determinò il passaggio di Formigine agli Estensi, che lo detennero fino al 1648, quando venne ceduto al marchese Mario Calcagnini, funzionario ducale. A seguito della vicenda napoleonica, nel 1796 il castello venne incamerato dal Demanio repubblicano. Nel 1838 l’appartamento nobile del palazzo marchionale venne preso in affitto dal Comune, che vi collocò i suoi uffici. Nella prima metà del ’900 il castello rimase abitazione estiva dei marchesi Calcagnini, in seguito dei loro eredi, i conti Gentili.
Nell’aprile del 1945 Formigine fu colpita duramente dai bombardamenti aerei. Uno dei primi provvedimenti dell’Amministrazione comunale fu l’acquisizione dell’intero complesso per adattarlo, una volta provveduto al recupero e all’ampia ricostruzione delle parti gravemente danneggiate, a nuova residenza municipale.
Questa destinazione d’uso è quella perdurata sino al 2002, quando l’Amministrazione decise di trasferire gli uffici comunali per procedere con il progetto di restauro e di riutilizzo