Presentazione
Galleria Estense
Capolavori della pittura, dal Trecento al Settecento, si susseguono intercalati da saggi d'arte applicata, statue e terrecotte dei modenesi Mazzoni e Begarelli. Dal trittico di Tommaso da Modena, attraverso le tavole quattrocentesche dei modenesi Erri e Bianchi Ferrari, si approda al Cinqucento emiliano con gli affreschi di Lelio Orsi e Nicolò dell'Abate dalle rocche di Scandiano e Novellara e la famosa Madonna "Campori" del Correggio. La Ferrara rinascimentale rivive nel S. Antonio del Tura e nei dipinti dei Dossi, di Garofalo e Girolamo da Carpi. La scuola veneta s'esprime tramite Tintoretto, Veronese, Bassano, El Greco, ecc., e la scuola emiliana espone saggi dei Carracci, di Schedoni, Reni, Guercino, Tiarini, Bononi, Scarsellino, ecc. Il grande Seicento riaffiora nei "quadri da stanza" dei caravaggeschi, nelle nature morte dei Cittadini, nei paesaggi del Rosa, nelle pale controriformate del Procaccini e del Cerano; è la fulgida età di Francesco I, ritratto dal Velazquez e nel busto del Bernini, apice della poetica barocca.
Museo Lapidario Estense
Il Museo, nel quadriportico del cortile del Palazzo dei Musei, fu istituito nel 1828 dal duca Francesco IV d'Austria Este come primo museo pubblico cittadino. E' stato riaperto nel 2003 dopo un intervento globale di restauro. Accoglie materiali lapidei dalla città e dal territorio: un primo nucleo di epigrafi dall'antica Galleria dei Disegni e delle Medaglie di proprietà estense, un secondo nucleo di lapidi d'età medievale e moderna dalla vicina chiesa di S. Agostino, un terzo di sarcofagi monumentali dal cortile delle Canoniche del Duomo, che compone la serie di sarcofagi romani più cospicua della regione. Numerosi altri reperti si sono aggiunti nell'800 e nel '900, con recuperi da collezioni private e da scavi in aree pubbliche e dalle necropoli della Modena romana.