Presentazione
L'esposizione archeologica descrive uno straordinario tracciato cronologico che attraverso le testimonianze della vita materiale permette di seguire il percorso storico di una città e del suo territorio: dai manufatti in pietra del Paleolitico provenienti dalla zona collinare, databili ad almeno 120.000 anni fa, alle prime ceramiche del neolitico rinvenute a Fiorano (V millennio a.C.); dai raffinati reperti in bronzo delle terramare, villaggi fortificati tipici della pianura padana centrale durante l'età del bronzo (XVII-metà XII sec. a.C.), ai corredi delle tombe villanoviane (IX-VII sec. a.C.); dalla necropoli etrusca della Galassina (V sec. a.C.) alle preziose suppellettili delle [I]domus[/I] di [I]Mutina[/I] (I-II sec. d.C.).
Nella sezione etnologica si possono apprezzare le splendide decorazioni degli scudi da guerra della Nuova Guinea, i reperti ceramici e i tessuti rinvenuti in necropoli precolombiane del Perù, i variopinti ornamenti amazzonici in piume, un importante nucleo di armi dall'Africa centrale e il suggestivo abbigliamento marziale di un guerriero giapponese.
Lapidario Romano dei Musei Civici
La sezione romana del Museo si è recentemente arricchita di un suggestivo percorso costituito dalle testimonianze monumentali delle necropoli di [I]Mutina[/I] venute in luce dal secondo dopoguerra ad oggi. Nel piano terra del Palazzo dei Musei è stato infatti inaugurato nel 2002 il Lapidario Romano dei Musei Civici che espone materiali provenienti dai rinvenimenti effettuati nelle aree esterne al perimetro della città romana occupate in età imperiale da necropoli monumentali. Particolarmente rilevanti sono le testimonianze relative alle aree sepolcrali che si estendevano lungo la via Emilia a est della città, come la monumentale ara funeraria del centurione Clodio. Dalla stessa zona proviene anche il frammento con raffigurazione di prora di nave, forse appartenente ad un comandante di flotta di età augustea, e le stele funerarie del [I]tonsor Lucius Rubrius Stabilio[/I] e del tintore di tessuti [I]Caius Purpurarius Nicephor[/I]. Nel complesso i materiali esposti attestano con la loro importanza la ricchezza raggiunta da [I]Mutina[/I] e attraverso i messaggi tramandati dalle epigrafi allargano il già pur vasto patrimonio di conoscenze sul tessuto sociale della città.