Musei Universitari - Museo Astronomico e Geofisico
Il Museo Astronomico e Geofisico (MAG) si trova presso la storica sede dell'Osservatorio Geofisico (OG), in Piazza Roma 22, e precisamente nel torrione di levante (costruito nel 1634) del Palazzo Ducale di Modena (sede dell'Accademia Militare); osservando il Palazzo dalla porta principale il torrione dove ha sede il MAG si trova sulla destra. Qui nel 1826 venne fondato, su decreto chirografo del Duca Francesco IV d'Este, l'Osservatorio Astronomico, poi diventato Geofisico. Il Museo Astronomico e Geofisico rappresenta un esempio unico di studio scientifico del periodo 1820-1920, ospitando strumenti antichi astronomici, meteorologici e geofisici negli stessi locali ove venivano utilizzati: Telescopi di G.B.Amici e Fraunhofer, Comparatore e Macchina a Dividire di Perreaux, Pluviometro di Ragona, ecc. In particolare nella SALA MERIDIANA si trovano gli splendidi Strumenti dei Passaggi di G.B.Amici e Reichenbach-Ertel, collocati negli originali supporti. questi ultimi e altri strumenti sono stati recentemente restaurati in collaborazione con l'ARASS-Brera di Milano, grazie alla paziente opera dei sing.ri Gellera, Paolucci e Huller. Il lavoro di restauro di questi e altri strumenti è stato seguito e coordinato dal Curatore tecnico Luca Lombroso, nell'ambito di progetti di diffusione della cultura scientifica finanziati dal Ministero dell'Istruzione, Università e ricerca Scientifica Il Museo Astronomico e Geofisico dell'Università di Modena e Reggio-Emilia raccoglie l'eredità storico-scientifica dell'antico Osservatorio Astronomico di Modena, poi divenuto Osservatorio Meteorogico nel 1860 e Osservatorio Geofisico nel 1896. Attualmente nella sede del Museo proseguono alcune attività dell'attuale Osservatorio Geofisico (che ora è un centro del Dipartimento di Ingegneria dei Materiali e dell'Ambiente), in particolare le misure meteo-climatiche mediante una stazione meteorologica automatica. La lunga serie meteo-climatica permette in particolare evidenziare cambiamenti climatici negli ultimi due secoli.
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