La storia e il territorio
Il Museo Civico ha origine nel 1871, con l'istituzione di una raccolta civica di carattere archeologico, naturalistico e industriale, collegata allo sviluppo del territorio in un'ottica positivistica. Dopo il trasferimento nel settecentesco Albergo Arti (1886), sacrificato il filone naturalistico-industriale, si sviluppano le raccolte storico-artistiche ed entra il gruppo di calchi di sculture delle pievi romaniche provinciali. La storia del museo si interccia con quella dell'Accademia di Belle Arti e delle esposizioni d'arte e industria; i materiali vengono proposti nella loro duplice valenza di testimonianze storiche e di modelli per i pittori, gli scultori e gli artigiani. Gli incrementi del Novecento privilegiano le raccolte d'arte con l'ingresso di opere di artisti modenesi, da Malatesta a Valli, a Jodi. Nel 1962 le raccolte storico-artistiche vengono separate da quelle archeologiche-etnologiche dando vita a due istituti autonomi; il riordino del 1990 ha conservato l'allestimento originario, con il suo carattere di spazio arredato e la serialità delle raccolte entro le antiche vetrine, cercando di rendere leggibile la dimensione storica e culturale del museo.