Torna alla home del Sistema Museale della Provincia di Modena
  • Apertura
    Visite guidate per scolaresche su prenotazione. Apertura straordinaria durante la Settimana della Cultura Scientifica ed altre iniziative culturali e scientifiche nazionali e internazionali
  • Costo del biglietto
    Durante le manifestazioni ingresso al pubblico gratuito. Visite guidate a pagamento per scolaresche e gruppi di privati.
  • Possibilità di prenotazione
    Andrea Gambarelli Dipartimento del Museo di Paleobiologia e dell'orto Botanico Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia via Università 4, 41100 Modena tel. 059-205 65 61

Immagine di Musei Universitari - Museo di Zoologia e Anatomia Comparata
Presentazione

-         Le prime Collezioni del Museo di Storia Naturale avevano portata modesta e furono alloggiate nella sala sovrastante la scala principale del palazzo universitario. Il primo ordinamento scientifico risale al 1811 e lo si deve al direttore Barani che applicò il metodo linneano a tutti i reperti. Fra essi si annoveravano esemplari attribuibili al Regno animale, rappresentati da animali imbalsamati e reperti fossili, e a quello definito “Inorganico” che vantava numerosi campioni di rocce locali. Nel 1832 il Duca Francesco IV ordinò la costruzione di due sale espositive alloggiate al primo piano dello stesso edificio. La più ampia fu riservata alle collezioni animali, senza distinguere tra reperti paleontologici e zoologici mentre, lo spazio più piccolo accolse la sezione mineralogica. Nel 1846 le sale destinate ad uso museo salirono a tre e, grazie all’acquisizione del nuovo locale, avvenne il riordino del materiale secondo queste direttive: lo spazio mineralogico rimase invariato, la sala maggiore fu dedicata alla Zoologia e la nuova sala accolse i fossili. La sezione dei vertebrati fu ordinata secondo il criterio Cuvier ossia i reperti vennero suddivisi in cinque “raggruppamenti” principali quali: pesci, anfibi, rettili uccelli e mammiferi. Nel decennio 1880-1890, si assiste ad un’autentica rivoluzione degli spazi espositivi: vengono restaurati i granai e i ripostigli per creare nuovi spazi in cui alloggiare, con maggiore comodità, le Collezioni zoologiche. Nel settembre del 1881, in occasione del X° Congresso medico di Modena, Carruccio inaugurò pubblicamente le nuove sale conferendo ad ognuna il nome di un illustre scienziato emiliano. I nomi assegnati dal Carruccio sono stati mantenuti fino ai giorni nostri e sono apposti su antiche targhe murarie presenti in ogni sala. Alla fine del 1800 i locali occupati dal Museo di Zoologia e Anatomia Comparata ammontavano a 23. Ai suddetti locali vanno aggiunte ben otto aule dedicate ai laboratori e agli studi. In tempi recenti le collezioni del museo di Zoologia e Anatomia comparata sono diminuite per numero ed importanza, a causa delle notevoli perdite imputabili al periodo bellico. Possiamo comunque affermare che la planimetria e la disposizione delle sale espositive è rimasta invariata rispetto alla situazione di fine ottocento. Oggi il Museo di Zoologia e Anatomia Comparata si trova al terzo piano del palazzo universitario e consta di sei sale così disposte:

-         sala d’ingresso: rappresenta il punto in cui i visitatori vengono accolti e su, richiesta, accompagnati, nel percorso esplorativo. Essa ospita la Collezione dell’avifauna locale. Da questa sala si accede a due diversi percorsi: sulla destra si approda alla sezione invertebrati e a sinistra si intraprende il cammino per i vertebrati.

-         sala invertebrati: rappresenta uno spazio espositivo moderno risalente agli anni sessanta. Le raccolte di invertebrati sono disposte in senso orario secondo un criterio evolutivo a complessità crescente. Appena entrati in questa sala una vetrina muraria accoglie spugne, coralli e meduse. Al centro è presente uno spazio dedicato alle collezioni malacologiche dove il visitatore potrà osservare esemplari di conchiglie locali ed esotiche. Costeggiando perimetralmente i muri, una seconda vetrina accoglie gli organismi bilateri dai vermi propriamente detti fino ai molluschi cefalopodi. Poco più avanti il visitatore si troverà, “faccia a faccia” con tarantole, crostacei ed echinodermi. L’ala che conduce all’uscita accoglie uno spazio dedicato all’ecologia del mare nostrum dove sono mostrate le principali Zoocenosi del Mediterraneo. Compresa tra queste vetrine, al centro della sala accanto alle collezioni malacologiche, si trova l’ampia sezione dedicata all’Entomologia.

-         Sala Ercolani: se dalla sala d’ingresso si inizia il percorso da sinistra si approda alla sala che accoglie i mammiferi. A partire da questo punto si entra nel cuore storico del museo tanté che gli esemplari raccolti sono, ancora oggi, alloggiati in arredi ottocenteschi. In questa sala si possono osservare numerosi esempi di carnivori rappresentati da felini e dall’ultimo lupo ucciso in Appennino nel 1886. Sono inoltre presenti primati come i babbuini e maldentati come il bradipo. Di particolare interesse, per chi volesse soffermarsi sull’evoluzione del pensiero scientifico, è la vetrina posta sulla destra della porta d’ingresso. Si tratta di una ricostruzione dell’evoluzione umana completata, nelle parti mancanti, da calchi in cera. Infine, prima di abbandonare questa sala per dirigersi alle collezioni di uccelli brasiliani e colibrì, si possono osservare scheletri integri di ungulati da poco restaurati da studentesse della Facoltà per la Conservazione dei Beni Culturali.

-         sala Savi: questo spazio offre due percorsi espositivi: lungo il perimetro della stanza sono raccolti numerosi esemplari di uccelli esotici provenienti dall’America centro-meridionale come i colibrì (ordine Apodiformi), dalla Nuova Guinea come l’uccello del paradiso (Paradisea minor) o dall’Australia come l’uccello lira (Menura novaehollandae) mentre, se la vostra attenzione si focalizza sulle teche centrali si possono osservare conchiglie di tutti i generi. La sala Savi ha mantenuto lo stesso allestimento di fine ottocento ed ha sempre accolto la sezione ornitologica che è preponderante rispetto alle altre.

-         sala Spallanzani: dalla sala Savi si accede al locale più ampio di tutto il Museo. Ancora una volta, il visitatore può fruire di più percorsi espostivi a seconda che vengano osservate le vetrine perimetrali oppure si inizi la visita guardando le teche centrali. Nel primo caso, in continuità con la sala precedente, si osserva l’ornitofauna esotica mentre, nel secondo, si riprende il discorso dei mammiferi iniziato all’interno di sala Ercolani. Essendo questo spazio assai ampio, anziché fare un elenco dettagliato degli animali in esso contenuti, è più opportuno fornire all’utente qualche chiave di lettura. A tal fine è bene porre attenzione su alcuni particolari: in un numero limitato di casi gli animali esposti si trovano all’interno di piccoli diorami che rappresentano scene predatorie, permettono di visualizzare la morfologia delle uova e dei nidi mentre in altri, accanto all’animale imbalsamato sono posti preparati anatomici di organi o scheletrici conservati intatti. Circa a metà della teca centrale è stato dedicato spazio al mimetismo stagionale, rappresentato dalle pernici e dagli ermellini, e alla fauna artica rappresentata da lepri e rapaci notturni. Sala Spallanzani accoglie infine mammiferi esotici come l’ippopotamo (Hippopotamus amphibius) e il rinoceronte (Diceros bicornis) ed altri tipici della fauna locale. Questi ultimi rappresentano ciò che è rimasto della Collezione dei vertebrati modenesi voluta dal Carruccio. Volendo invece sottolineare l’ovvio, tra ciò che è impossibile non notare citiamo l’esemplare di squalo bianco (Carcharodon carcharis) appeso al soffitto. Prima di uscire, alzando lo sguardo in corrispondenza della soglia, è possibile notare un ritratto d’epoca del Prof. Bompani che, assieme al professor Corni, è stato un mecenate del Museo donando quasi tutti gli esemplari di fauna africana.

-         Per accedere alla sezione dedicata ai pesci, agli anfibi e ai rettili si deve attraversare un breve e stretto corridoio che dovrete dividere con due enormi carapaci di tartarughe marine fissati ad un lato del muro. Questo vano, che in origine accoglieva i preparati relativi alla classe anfibia, oggi svolge unicamente la funzione di raccordo tra le sale.

-         Oltre il corridoio di cui sopra, si trova la sala ittiologica Cavolini. Fondamentalmente anche in questo caso esistono due percorsi espositivi: quello perimetrale si occupa delle raccolte di pesci, osservabili sia in preparati umidi che in esemplari imbalsamati, mentre, al centro della sala, una lunga vetrina accoglie i rettili appartenenti al genere Crocodylus. A chiudere la stanza ci sono due scheletri integri: il primo di cavallo e il secondo di leone. Tra i reperti degni di nota citiamo il coccodrillo del Nilo (Crocodylus niloticus), un bellissimo esemplare di pesce luna e una mandibola di squalo all’interno della quale si possono osservare i denti disposti in file parallele.

-         Sala Panceri: è attigua alla precedente e ospita prevalentemente rettili tra i quali citiamo il pitone e il serpente a sonagli. L’esposizione prosegue poi con tartarughe terrestri e marine, iguane e camaleonti. Molti esemplari sono conservati in barattoli di vetro contenenti alcool o formalina e anche in questo caso i contenitori sono d’epoca.

Giunti a questo punto le sale sono ripercorribili in senso opposto per raggiungere l’uscita. Oltre ai percorsi perseguibili in ogni sala il museo, proprio perché storico, offre più chiavi di lettura: ogni visitatore ha modo di affrontare l’evoluzione diacronicamente, confrontando le attuali conoscenze scientifiche con quelle deducibili dal criterio espositivo oppure, può intraprendere un viaggio di approfondimento personale a prescindere dalle classificazioni sistematiche In entrambe i casi tuttavia un dato rimane certo: il museo di Zoologia e Anatomia Comparata rappresenta uno spazio suggestivo capace di ricreare un piccolo zoo proprio al centro della Città di Modena.





Torna in alto

Musei Universitari - Museo di Zoologia e Anatomia Comparata - Via Università 4 - 41121 Modena | Tel. 059206551
e-mail: museozoologia@unimore.it - sito internet: http://www.musei.unimore.it