La grande sala espositiva del Museo della Figurina è stata allestita con sei armadi, sei grandi album da sfogliare, all'interno dei quali è stata ripercorsa l'intera storia della figurina, dagli antecedenti fino alle più moderne tecniche di produzione. Ogni armadio corrisponde a un percorso preciso, scandito da stampe e oggetti originali, per un totale di 2.500 pezzi, parte del patrimonio del museo, costituito da circa 500.000 esemplari. Il visitatore troverà così un inedito punto di vista sulla storia e il costume degli ultimi 150 anni, narrata attraverso questi sorprendenti oggetti del desiderio.
I temi più vari, dalla storia alla geografia, dalla botanica alla musica, dal cinema allo sport, nei linguaggi stilistici e grafici più differenti, sono rappresentati all'interno di queste piccole stampe, nate a Parigi dopo la metà dell'800, grazie alla nuova tecnica cromolitografica. La storia della figurina è legata alla pubblicità e a nomi di grandi e piccole ditte che la diffusero nel mondo, come la Liebig, la Lefevre-Utile, la Suchard, la Perugina-Buitoni, fino alla svolta, operata negli anni Sessanta dai fratelli Panini, quando la figurina convertì il suo status di dipendenza da prodotti commerciali a medium autonomo.
Accanto alle figurine vere e proprie, suscitano curiosità altre preziose collezioni: cigarettes cards inglesi, fascette di sigari, scatole di fiammiferi, menu ed etichette d'hotel, carte da caramelle, calendarietti da barbiere, e ben 80.000 bolli chiudilettera.