Salta il men¨ di navigazione, vai al contenuto principale (Corpo centrale)

I luoghi della ceramica nei dintorni di Modena

Un itinerario alla scoperta dei luoghi dedicati a questa antica e affascinante arte

Immagine corrente

"Se è vero che ogni luogo ha il proprio nume tutelare, il proprio genius loci, come dicevano i romani, il territorio che ora conosciamo come distretto della ceramica o più prosaicamente piastrella valley, compreso tra i comuni modenesi di Castelvetro, Maranello, Fiorano Modenese e Sassuolo, e quelli reggiani di Casalgrande, Scandiano e Rubiera, deve avere come divinità protettrice Kéramos, il mitico figlio di Dioniso e Arianna, patrono dei vasai.

La presenza di argille naturalmente miscelate nel terreno, infatti, ha consentito di impiantare produzioni ceramiche in questi luoghi fin dall’antichità. La terra, impastata e resa malleabile grazie all’aggiunta di acqua, era così plasmata nelle forme più varie, che poi, essiccate all’aria, erano cotte nel fuoco dei forni e rese solide e durevoli.

Grazie alla sapiente unione dei quattro elementi, a cui nel tempo si aggiunsero colori e vetrine al fine di rendere questi oggetti, spesso pure graffiti, più belli e resistenti, anche in questi luoghi dei dintorni di Modena si è affermata l’arte ceramica.

Non è un caso, dunque, che proprio a Sassuolo, sede della villeggiatura ducale, a partire dal 1741 si impianti una manifattura che di lì a poco, sotto l’abile direzione della famiglia Dallari e grazie alla protezione  sovrana, diverrà quella Fabbrica della Maiolica in grado di rivaleggiare con i più importanti centri di produzione ceramica italiani: Faenza, Pesaro, Lodi, Bassano ecc.

È in questa fabbrica, negli anni trenta dell’Ottocento passata ai conti Ferrari Moreni – ai quali si deve l’introduzione della “terraglia” all’inglese – e dalla metà dell’Ottocento ai Rubbiani, che saranno prodotte le prime piastrelle sassolesi.

È infatti questa famiglia di abili imprenditori, mutuando il procedimento inglese della pressatura a secco e perseguendo un’attenta azione di marketing che seppe sfruttare le contemporanee nuove disposizioni unitarie sull’igiene nei luoghi pubblici, a imporre sul mercato questo innovativo elemento di rivestimento che rendeva più sottili e leggere le tradizionali mattonelle maiolicate.

Da qui, dunque, inizia la fortuna internazionale del distretto della ceramica che dal secondo dopoguerra ha visto la moltiplicazione esponenziale delle imprese ceramiche sul territorio. Ricerca tecnologica, innovazioni produttive e una particolare attenzione all’estetica del prodotto, anche grazie a notevoli investimenti scientifici e a proficue collaborazioni col mondo della moda e del design, hanno consentito alla ceramica di Sassuolo di essere uno dei vanti del made in Italy, resistendo agli attacchi della concorrenza del nuovo mercato globalizzato e mantenendo la leadership nella produzione di alta gamma.

......"

 tratto da "I luoghi della ceramica nei dintorni di Modena" testo di Luca Silingardi - Servizio Attività Culturali del Comune di Sassuolo

Documentazione allegata

Allegati

I luoghi della ceramica
depliant
Depliant_percorso_ceramica_DEF.pdf (7223Kb)
Ufficio di riferimento
ufficio: ·› Area Deleghe
···› Commercio e turismo
ProprietÓ dell'articolo
data di creazione: domenica 1 luglio 2012
data di modifica: giovedý 24 gennaio 2013