Provincia di Modena
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La civiltà del castagno
Per secoli il castagno ha rappresentato una delle principali risorse alimentari per le popolazioni montane; durante il Medioevo e fino alla metà del Novecento fu coltivato non solo per i preziosi frutti, ma anche per il legname, utilizzato come combustibile, come materiale da costruzione, per mobilio, infissi ed utensili. Dal legno di castagno, inoltre, si estraeva il tannino, utilizzato in conceria per ridurre la pelle animale in cuoio, e in tintoria. Le tecniche colturali e le usanze legate alla raccolta e al consumo dei suoi frutti, tramandate di generazione in generazione, rimasero immutate per secoli e sono pervenute a noi nella memoria dei più anziani, già protagonisti della "civiltà del castagno". Il percorso illustra i diversi aspetti culturali, storici ed ecologici di tale civiltà.
Musei:
Altri luoghi da visitare in provincia:
- Mulino delle Coveraie di Maserno di Montese
Il mulino, sulla sponda sinistra del Fosso delle Coveraie, era alimentato da acque sorgive, che muovevano due ruote verticalilignee a cassette poste in serie: una di modeste dimensioni in alto, l'altra, del diametro di 12 metri, in legno di noce più in basso, un autentico capolavoro di falegnameria e ingegneria idraulica ancora visibile. Vi si macinavano castagne, frumento ed altri cereali. All'interno si conservano i palmenti, le tramogge, gli apparati delle quattro macine con i meccanismi di trasmissione del moto, le attrezzature per il sollevamento delle macine, gli strumenti del mugnaio e ciò che resta - turbina idraulica ed alternatore - dell'impianto per la produzione di energia elettrica ad uso domestico, in funzione sino agli anni Sessanta.
- Castagneto degli Albarelli di Maserno di Montese
Nel castagneto sono visibili esemplari plurisecolari dalle forme bizzarre. Da notare, nei pressi del lavatoio, la Madonnina affissa al tronco di un albero, segno di una viva devozione popolare. Ad Acquaria, per esempio, nella chiesa di Sant'Andrea è conservata un'immagine seicentesca nota come la "Madonna del Castagno", dall'albero a cui un tempo era appesa.
- Mulino di Mamino, San Marino in Salto - Montese
Del vecchio mulino che macinava castagne, grano, granturco, ceci, orzo, avena - e a metà del '900 produceva energia elettrica -, funzionano ancora cinque ruote orizzontali, che animano altrettante macine in sostituzione delle due grandi ruote verticali, presenti sino agli anni Trenta. Accanto alla strada si osserva la "botte", un invaso che accumulava l'acqua derivandola dal ruscello mediante la "gora", canaletto in leggera pendenza con paratoie per fermare i detriti trasportati dall'acqua e uno sfioratore per regolarne il livello; dal serbatoio - che lasciava depositare la fanghiglia e nei periodi di siccità si trasformava in riserva idrica - l'acqua precipitava verso la "cadinera" tramite una "doccia" interrata.
- Museo della Castagna di San Giacomo di Zocca
L'antico Ospitale di San Giacomo accoglie una mostra fotografica sul recupero e la valorizzazione produttiva dei castagneti, vecchi attrezzi utilizzati nella raccolta e lavorazione delle castagne, oggetti di uso domestico inerenti le castagne. Si segnalano il "campo delle marze" e l'itinerario museale all'aperto, accompagnato da 13 tabelle esplicative che illustrano la storia, la biologia e le tecniche per la coltivazione del castagno.
Informazioni: Promoappennino, tel. 059 985 584.
Centro Parco Il Fontanazzo, Pieve di Trebbio - Rocca Malatina, tel. 059 795 721.
Altri luoghi da visitare fuori provincia:
- Museo del Castagno
Località Colognora - 55060 Val di Roggio - Lucca
tel. 0583 358159
info@museo-del-castagno.it
www.museodelcastagno.it
Tipologie: