Provincia di Modena
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I Romani nel modenese
Cicerone doveva avere buoni motivi per parlare nel 44 a.C. di "Mutina splendidissima"; la città era uno dei centri più fiorenti dell'Italia settentrionale: edifici pubblici arricchiti di statue, lussuose [I] domus [/I] patrizie con pareti affrescate e pavimenti a mosaico, prospere botteghe si affacciavano sulle strade lastricate dove si svolgeva l'intensa vita cittadina. In periferia, lungo le principali vie d'accesso alla città, si estendevano monenti necropoli, specchio del benessere dei cittadini. Il territorio pertinente alla colonia si estendeva dalla pianura alla montagna: qui i cloni provenienti da Roma e dall'Italia centrale si dedicarono all'agricoltura e all'allevamento dando prosperità a tutta la regione. Sopravvivono nel paesaggio le tracce di quella cappillare organizzazione del territorio, conosciuta con il nome di "centuriazione". Nelle sue maglie si svilupparono fattorie, ville e impianti specializzati nella fabbricazione di laterizi, lucerne, vasellame.
Musei e luoghi interessati
Museo Civico Archeologico Etnologico di Modena - Lapidario Romano dei Musei Civici
Un itinerario sulla presenza romana non può non partire dal Museo Civico di Modena che raccoglie la documantazione del territorio e della città, dagli scavi ottocenteschi alle più recenti richieste. I dati sono confluiti in una Carta Archeologica informatizzata e costantemente aggiornata che individua nella sola città oltre 170 rinvenimenti di età romana. Il museo ha inoltre realizzato un cd rom ("Mutina. Riscoperta di una città romana")che raccoglie le schede di tutti i ritrovamenti di età romana, e permette attraverso animazioni e ricostuzioni virtuali di percepire la realtà di "Mutina", sepolta da sedimenti alluvionali sotto la città moderna. Il percorso espositivo si avvale di una notevole quantità di materiali aggregati per tipologie di occupazione del territorio (la villa, la fattoria, la fornace, il mercato) e della città ([I]domus [/I], edifici pubblici, necropoli). Si segnala la recente apertura del Lapidario Romano dei Musei Civici, con una selezione di monumenti funarari recuperati in città negli ultimi 40 anni: è un contributo alla conoscenza di "Mutina" e dei suoi più antichi abitanti, militari, commercianti, matrone che lasciarono inciso sulla pietra il ricordo del loro nome e della loro storia.
Museo Lapidario Estense di Modena
Il Museo Lapidario Estense è il più importante, per qualità di reperti, in ambito regionale. Voluto nel 1828 dal duca Francesco IV d'Austria Ete, si arricchì di importanti manufatti provenienti dalla città e dal territorio che arricchirono l'esposizione nel quadriportico del Palazzo dei Musei. Il nuovo allestimento presenta un panorama articolato della storia e della società modenese fra età romana e Medioevo, con stele, altari, monumenti funarari, sarcofagi, lastre con iscrizioni pubbliche, militari. La sezione romana, con diverse chiavi di lettura, architettoniche, epigrafiche, iconografiche, offre molteplici approcci alla conoscenza della colonia romana di "Mutina".
Museo Civico Archeologico di Castelfranco Emilia
E' documentata la presenza romana soprattutto in relazione alla centuriazione, alla storia di "Forum Gallorum", l'antica Castelfranco, e alla presenza di elementi lapidei di particolare interesse, come una monumentale stele di un decurione.
Museo della Ceramica di Fiorano Modenese
In età romana le tecniche di lavorazione della ceramica più diffuse sono al tornio, a stampo o a matrice: il Museo offre ampia documentazione del processo produttivo attraverso riproduzioni di vasellame e laterizi e ricostruzioni di strumenti utilizzati durante la lavorazione; si segnala quella, in scala ridotta, di una fornace a struttura verticale, prototipo utilizzato con poche varianti fino alle soglie di questo secolo.
Museo Archeologico - Antiquarium di Nonantola
Le ricerche di superficie nel territorio nonantolano hanno permesso di esporre nell'Antiquarium una miscellanea di reperti in ceramica, laterizio, bronzo, ferro, dall'età repubblicana alla tarda età imperiale, provenienti da ville ed edifici rustici.
Mostra Archeologica "Giuseppe Venturini" di S.Felice sul Panaro
Sono esposte testimonianze relative all'età romana, quando a partire dal II sec. a.C. la Bassa Modense fu interessata da una colonizzazione incentrata su una trama di semplici fattorie e insediamenti più articolati, secondo la tipologia della villa. Reperti d'uso quotidiano (ceramiche, vetri, monete, oggetti in metallo e in marmo), raccolti con sistematiche ricerche di superficie, documentano la quotidianità e le attività economiche negli oltre 150 siti noti.
Antiquarium di Spilamberto
Ospita materiali dallo scavo di una villa rustica abitata fra il I sec. a.C. e il IV sec. d.C., e da due pozzi da acqua abbandonati tra la fine del VI e gli inizi del VII sec. d.C.